ozio_gallery_nano

hortus virentium

 

Nel Don Giovanni di Mozart c'è un'aria famosa: " Madamina, il catalogo è questo", cantata dal servitore di Don Giovanni, Leporello, che, con ostentazione, mostra apertamente l'elenco interminabile delle donne sedotte dal suo padrone in giro per il mondo. Il mio "catalogo", invece, nasce dalla volontà di rappresentare i diversi tipi maschili. Il tema della ricerca dell'identità è alla base di questo progetto, che pone al centro il maschio nelle sue possibili varianti, l'uomo nudo, che svela un aspetto recondito o meno evidente del suo carattere, che racconta il suo lato intimo, a volte in modo arrogante, con spavalda disinvoltura, a volte invece si pone in atteggiamento timido e incerto. Più che di "catalogo", si tratta piuttosto di una sorta di catalogazione, che ricorda l'enumerazione sistematica di fiori frutta foglie alberi insetti  ecc. presente, ad esempio, presso i musei di scienze naturali. Ho quindi individuato nelle piante il veicolo che mi permettesse di sviscerare in modo ironico e provocatorio la natura umana, in questo caso, di sesso maschile, così come lo avevo trovato negli animali, da me utilizzati in alcuni lavori precedenti. Questi miei uomini hanno come denominazione il termine latino del vegetale che presentano, così come avviene nelle catalogazioni scientifiche e l'insieme ha il nome collettivo di Virentium, che sta a significare sì, giardino di piante, ma, se accentuiamo la prima parte della parola VIR (in latino: uomo) ecco che alludiamo anche al concetto di virilità e di mascolinità.